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domenica 17 marzo 2013

Ca' la Ghironda, il podere del "prodigio"


Prodigio di una realtà inaspettata, degna di sorpresa e meraviglia, che spunta davanti agli occhi del visitatore. Un prodigio consapevole, predeterminato in ogni sua parte. Con la grande casa colonica restaurata attraverso un attento recupero filologico-architettonico, trasformata in sede, sobria ed elegante, della Collezione d'Arte Moderna e Contemporanea. Qui si organizzano le mostre, i concerti, i concerti che caratterizzano l'intensa attività di ricerca e di promozione artistica e di divulgazione scientifica e letteraria.Qui si respira ancora una così familiare convivialità contadina che dissipa la diffidenza della città attuale coi suoi rapporti umani e sociali alterati.Qui si sviluppa un dialogo nuovo, impensabile altrove, tra l'ambiente, le opere, gli artisti e la gente.

Dieci ettari di silenzio e tre chilometri di sentieri nel verde, ottomila alberi da frutto e ornamentali, col prodigio delle duecento sculture che appaiono all'improvviso ora ne bel mezzo d'un prato, ora sulla schiena rotonda d'una collina o dietro la cortina d'un filare di ciliegi o di viti.
Ma non sono state collocate lì a caso, come potrebbe sembrare a prima vista. Una precisa strategia simbolica ha guidato la loro disposizione nel podere che li ha accolte nella loro recuperata dimensione plastica di scultura vivente.
Il podere che è tornato ad essere memoria e mutamento, nel fluire delle stagioni che le completa e le arricchisce.
Ca' la Ghironda crea un equilibrio fra natura e opera scultorea senza concessioni a considerazioni di carattere museale. I vigneti rimangono vigneti indipendenti dalla loro funzione di sfondo alle sculture. Il risultato è un rarissimo equilibrio fra arte e natura. Il rapporto scultura-natura è più casuale, ma per questo anche più misterioso.
Piante, prospettive, il terreno accidentato si sono dati appuntamento qui in modo suggestivo e imperscrutabili. Si diventa partecipi di un incontro tra opere di arte e natura causato da contingenze e da un imprevedibile destino che ha voluto raccogliere queste sculture in questo terreno.